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Si parte

Siamo Europei diventa un movimento politico

Il Governo PD-M5S-LeU è nato. Ho combattuto questa alleanza con tutte le mie forze. Le ragioni le ho spiegate tante volte e non vale la pena ripeterle ancora.

La composizione del Governo, con la Presidenza del Consiglio e i Ministeri degli Esteri, del Lavoro, dell’Istruzione, dello Sviluppo economico, dell’Ambiente in mano ai 5S e la Sanità in mano a LeU, dimostra che il PD ha rinunciato anche a lavorare seriamente sulle priorità (istruzione, sanità e investimenti digitali e ambientali), condivise nella Direzione PD del 26 luglio. Tutto ciò è per me inspiegabile.

Questo Governo nasce tuttavia con una forte approvazione della base del M5S e del PD. È una scelta consapevole e di lungo periodo. Dobbiamo rispettarla e augurarci che faccia bene, per l’Italia. Per quanto possibile aiuteremo l’esecutivo con idee e proposte. I pop corn non ci sono mai piaciuti.

Allo stesso tempo però dobbiamo preparare la nascita di un movimento politico liberal-progressista. Non possiamo lasciare i riformisti senza una casa. Sarà prima di tutto un lavoro di produzione di idee e di mobilitazione di classe dirigente. Un impegno serio che richiederà tempo. Nei prossimi giorni depositeremo il cambio dello statuto, trasformando Siamo Europei in un movimento politico. Ragioneremo sull’opportunità di cambiare nome. A dicembre faremo partire il tesseramento.

Siamo Europei rimarrà un luogo aperto ai contributi di tutti. Di chi è iscritto ad altri partiti (daremo la possibilità di doppia tessera), di chi è favorevole all’accordo di Governo, di chi non la pensa come noi ma comprende che un contributo per il rinnovamento della politica è comunque necessario.

Nelle prossime settimane dividerò il mio tempo tra l’impegno in UE e un giro per l’Italia per parlare con voi. Intanto stiamo preparando il primo progetto tematico sulla sanità, affidato a Walter Ricciardi. Quello che sembra sempre mancare in Italia è “il foglio del come”, ovvero come passare dalle buone intenzioni alla realizzazione concreta. Lavoreremo soprattutto su questo.

Inizia oggi un percorso lungo e difficile. Non era nei piani. Ci siamo sempre battuti per costruire un Fronte repubblicano ampio e coeso a difesa dei valori liberal democratici. Avremmo preferito un’altra strada. Ma questa non ci spaventa. Anzi.

Carlo Calenda