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ELEZIONI EUROPEE
26 maggio 2019
Alessia
Centioni
CIRCOSCRIZIONE Centrale
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Chi sono

Trentatre anni, nata in provincia di Roma da dieci vivo a Bruxelles. Ho una figlia di tre anni, un compagno e un altro figlio in arrivo nelle prossime settimane.

Una laurea in Scienze politiche conseguita all’Università La Sapienza di Roma, un master in Studi europei presso l’Université Libre de Bruxelles mi hanno portato a lavorare come assistente parlamentare al Parlamento europeo. Da sette anni mi occupo di affari legislativi in materia di mercato interno e protezione dei consumatori, commercio internazionale, politica estera e difesa.

Nel 2017 ho fondato a Bruxelles, insieme ad un gruppo di donne straordinarie, l’associazione no profit European Women Alliance (EWA). Il nostro scopo è porre le donne al centro del dibattito pubblico e dell’agenda politica europea. EWA è apartitica e transnazionale, collabora con le istituzioni dell’UE e la società civile per promuovere un’idea di Unione europea inclusiva, equa e prospera. EWA ha fondato Women’s European Council, il pre-summit permanente delle donne che anticipa il Consiglio europeo per influenzare i capi di stato e di governo ad adottare politiche pubbliche che favoriscano le pari opportunità tra uomini e donne e politiche di contrasto alle disuguaglianze sociali

Mi candido alle elezioni europee 2019 con il Partito Democratico nella circoscrizione centro Italia perché l’Unione europea sia femminista, equa e più forte.

La mia Europa

Durante questa campagna elettorale vi racconterò l’Europa come è davvero, spiegando a cosa serve e come farla funzionare meglio, al servizio di tutti noi. Perché, fino ad oggi, l’Europa non ve l’hanno raccontata proprio, e quelle poche volte che lo hanno fatto, lo hanno fatto male.

L’Unione europea ha iniziato ad affrontare il suo periodo più buio nel 2008, quando la crisi economica ha profondamente cambiato la condizione di vita di milioni di europei. L’assenza di una visione comune di lungo termine da parte dei leader nazionali ha pregiudicato la crescita economica, la produttività e l’inclusione sociale in tutta l’Unione.

Le disuguaglianze sociali che impediscono il progresso
La disuguaglianza sociale più evidente è senza dubbio quella tra uomini e donne. Solo il 49% delle italiane è occupata contro una media europea del 61%. La nostra partecipazione nella politica e nelle istituzioni è ancora marginale e la conseguenza è delegare ad altri il governo della realtà. Da dove iniziamo per cambiare? Stesso salario per lo stesso lavoro.

Per crescere l’Unione ha bisogno di una missione
Tassi di crescita e controllo del debito pubblico non bastano ad assicurare sviluppo se non diamo all’UE una missione comune. Il dibattito che contrappone politiche di austerity a politiche espansive non ha senso se prima non abbiamo chiaro come spendiamo i soldi pubblici e come sollecitiamo investimenti privati.
Regolamentando la finanza e spingendola a servire l’economia reale. Investendo oltre 1.200 miliardi di bilancio europeo pluriennale di cui quasi 190 miliardi stanziati in ricerca, innovazione e digitale per finanziare progetti ad alto valore economico e sociale: transizione ecologica, salute, formazione ed educazione.

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