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ELEZIONI EUROPEE
26 maggio 2019
Irene
Tinagli
CIRCOSCRIZIONE Italia nord-occidentale
CIRCOSCRIZIONE Italia nord-occidentale
Liguria
Lombardia
Piemonte
Valle d'Aosta
Chi sono

Economista, scrittrice, mamma e viaggiatrice senza sosta. Nella vita ho affrontato molte sfide: dagli studi alla Bocconi di Milano e a Copenhagen, al lavoro all’ONU di New York, alle collaborazioni con la Commissione Europea e alla specializzazione in economia e politiche pubbliche negli Stati Uniti, fino ad approdare all’Università di Madrid dove ho insegnato Economia delle Imprese.

Ma la sfida più grande è quella di aiutare a far crescere l’Italia e l’Europa. Anche nei miei anni all’estero non ho mai perso la passione per il mio Paese, scrivendo per La Stampa, pubblicando saggi, co-fondando il think tank Italia Futura, coordinando studi e proposte per la mobilità sociale e l’occupazione giovanile.

Dal 2013 al 2018 sono stata parlamentare alla Camera dei Deputati, dove mi sono occupata di economia e lavoro.

La difficile situazione che sta emergendo in Italia ed Europa mi ha spinto a proseguire l’impegno. Assieme a Carlo Calenda ho promosso il manifesto Siamo Europei sottoscritto da migliaia di cittadini, esponenti della società civile, politici e amministratori locali. Oggi sono la candidata capolista donna del Partito Democratico nella circoscrizione Nord-Ovest per le Elezioni Europee 2019.

La mia Europa

L’Europa è una cosa seria. Ed è lì che si giocheranno le partite economiche più importanti per l’Italia nei prossimi anni.

Per questo mi candido. Per esserci, per incidere, per rappresentare le famiglie, i giovani e le imprese italiane, lavorando sui temi di cui mi sono sempre occupata: economia, lavoro, occupazione, giovani e imprese. I punti del mio impegno:

  •  FISCO EQUO: Basta paradisi fiscali dentro l’Unione Europea! Serve una tassa minima sotto cui non si può andare, per evitare concorrenza sleale tra le imprese europee. E misure per contrastare l’elusione fiscale delle multinazionali del web.
  • LAVORO EQUO: Servono tutele comuni di base per i lavoratori dell’Unione (congedi, ferie, salario minimo) per diminuire le diseguaglianze e la concorrenza sleale di Paesi che abbassano i costi di produzione scaricandoli su chi lavora.
  • OCCUPAZIONE: Serve un Fondo Europeo per sostenere gli investimenti orientati all’occupazione, alle politiche attive, alla formazione e all’occupabilità dei giovani nei momenti di crisi occupazionale. Abbiamo fatto il Fondo Salva-Stati, ora dobbiamo fare un Fondo Salva-Lavoro!
  • IMPRESE E INNOVAZIONE: Rafforzare la politica industriale europea, spingendo su investimenti, innovazione e ricerca per far fronte alla concorrenza di giganti come la Cina. Facilitare l’accesso delle piccole e medie imprese ai fondi europei, troppo spesso non spesi.