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ELEZIONI EUROPEE
26 maggio 2019
Mila
Spicola
CIRCOSCRIZIONE Italia insulare
CIRCOSCRIZIONE Italia insulare
Sardegna
Sicilia
Chi sono

Ho una laurea in Architettura, una Specializzazione in Restauro e un Dottorato in Storia dell’Architettura. Già ricercatrice in Storia dell’Architettura alla Sapienza di Roma, nel 2007 ho accettato la cattedra di ruolo in una scuola media di periferia a Palermo. Ho frequentato un altro Dottorato, in Innovazione e Valutazione dei Sistemi d’Istruzione presso il Dipartimento di Pedagogia di UniRomaTre, unendo l’impegno politico per le politiche scolastiche con l’approfondimento dei contenuti.

Sono stata​ consulente tecnico del MIUR per gli ambiti delle politiche educative di genere e del piano nazionale scuola digitale, ho collaborato alla Riforma della Formazione Iniziale e Selezione dei Docenti​.​ Da consulente di Palazzo Chigi, ho lavorato sul Fondo per il Contrasto alla Povertà Educativa, sul Reddito di inclusione – primo provvedimento per il contrasto alla povertà – e sullo Student Act, che ha condotto alla prima misura di detassazione universitaria per i privi di mezzi. ​Sono autrice di “La scuola s’è rotta”, Einaudi, 2010. Dal 2010 sono stata collaboratrice de L’Unità, autrice del blog “La ricreazione non aspetta”. Ho scritto e scrivo per diverse riviste e oggi ho un blog su Huffington Post.

​Eletta negli organi di partito alle primarie del 2007 del PD, di cui sono tra i fondatori, rieletta nel 2009, sono stata responsabile scuola del Pd a Palermo fino al luglio 2010. Vicesegretaria del PD in Sicilia dal 2013 al 2015. Dirigente nazionale fino al 2016. Sono stata componente della Segreteria Nazionale con Delega al Contrasto alla Povertà Educativa con Maurizio Martina.

La mia Europa

Un’Europa dei valori e dei diritti sociali deriva da un grande investimento sulle persone e sulla loro istruzione, un popolo europeo istruito è un popolo aperto, progressista e democratico capace di emanciparsi dalla subalternità economica e culturale effetto delle ideologie sovraniste.

Voglio uno spazio europeo dell’educazione e della ricerca: la nuova Europa deve passare dai libri di scuola prima che dai vincoli, chiamando a raccolta l’esercito dei docenti europei a una nuova cooperazione e impegno. Per affrontare la sfida della trasformazione del lavoro e della costruzione della cittadinanza europea. Sardegna e Sicilia però hanno le percentuali maggiori di povertà infantile, di povertà educativa, di dispersione scolastica, di bassi livelli di apprendimento e di NEET. Su questo voglio impegnarmi. Dobbiamo eliminare la povertà infantile, chiedendo per i bambini a rischio povertà accesso gratuito: all’assistenza sanitaria, all’istruzione, all’assistenza per l’infanzia, all’alloggio e a una alimentazione adeguata. Lotto per un posto al nido e il tempo pieno per ogni bambina/o: per combattere l’analfabetismo funzionale fin da subito, affinché nessuno rimanga indietro.

L’Europa investe tanto nella Formazione ma serve monitorare la qualità, non solo la quantità,  dei progetti. Occorre qualificare la filiera tecnico professionale, perché significa lavoro nuovo, significa raccogliere e vincere la sfida della transizione tecnologica verso l’automazione in territori difficili ma fertili da tanti punti di vista. Servono risorse e programmi più efficaci per percorsi di formazione comuni utili a creare ricerca e impresa negli ambiti dell’innovazione tecnologica e digitale applicate ad ogni ambito.

L’Europa delle donne
Sicilia e Sardegna hanno anche le percentuali più alte di disoccupazione femminile. La forza delle donne va promossa sia sul piano educativo, sia predisponendo politiche a sostegno del lavoro e della conciliazione ( i nidi rientrano anche in questo obiettivo), bisogna battersi per l’equità nelle retribuzioni e per affrontare le eccessive disparità di reddito tra uomini e donne.

Ambiente e sostenibilità
Le nostre isole sono caratterizzate dalla bellezza dei territori e devono perseguire politiche di sostenibilità e riqualificazione ambientale con programmazioni specifiche che coinvolgano gli ambiti del lavoro, delle nuove competenze, dell’ innovazione, dei nuovi mezzi di produzione e di automazione per gestire la transizione ecologico-ambientale. L’Europa può mettere insieme le esperienze, far circolare le soluzioni, questa vorrei fosse la mia Europa e mi batterò per averla.